Cybersecurity

Ottimizzare la Protezione Endpoint con Strumenti EDR Modulari: Riduci i Falsi Positivi del 50% e Migliora la Risposta agli Incidenti

Ottimizzare la Protezione Endpoint con Strumenti EDR Modulari: Riduci i Falsi Positivi del 50% e Migliora la Risposta agli Incidenti

La protezione endpoint è un elemento chiave di qualsiasi solida strategia di cybersecurity aziendale. Negli ultimi anni, le soluzioni EDR (Endpoint Detection and Response) di nuova generazione hanno guadagnato popolarità grazie alla loro capacità di rilevare e rispondere rapidamente alle minacce. Tuttavia, molte di queste soluzioni ‘all-in-one’ finiscono per generare un numero eccessivo di falsi positivi, appesantendo inutilmente il lavoro dei team SOC (Security Operations Center).

L’approccio modulare EDR

Una strategia più efficace consiste nell’adottare un approccio modulare EDR, in cui è possibile selezionare solo i moduli necessari per le esigenze specifiche della propria organizzazione. Questo permette di evitare l’attivazione di funzionalità ridondanti che spesso contribuiscono all’aumento dei falsi positivi.

Integrazione con altri strumenti di sicurezza

Un’ulteriore chiave per ottimizzare la protezione endpoint è l’integrazione del proprio EDR con altri strumenti di sicurezza, come SIEM (Security Information and Event Management) e SOAR (Security Orchestration and Automated Response). Questa interconnessione consente di ottenere una visibilità end-to-end sugli eventi di sicurezza e di automatizzare le risposte standard agli incidenti.

Automazione della risposta agli incidenti

L’automazione delle risposte standard agli incidenti rappresenta un altro elemento fondamentale per migliorare l’efficacia della protezione endpoint. Sfruttando le capacità di orchestrazione e automazione di strumenti come SOAR, è possibile liberare il team SOC dai compiti ripetitivi, consentendogli di concentrarsi sulle minacce più gravi e complesse.

Risultati concreti

Quando ho implementato una soluzione EDR modulare per un ente sanitario pubblico con 2.000 endpoint, siamo riusciti a ridurre i falsi positivi del 50% senza sacrificare la copertura delle minacce. Inoltre, grazie all’integrazione con il nostro SIEM e all’automazione delle risposte standard, il team SOC ha potuto dedicare più tempo all’analisi proattiva e al miglioramento continuo della nostra postura di sicurezza.

In conclusione, un approccio modulare EDR, combinato con l’integrazione di altri strumenti di sicurezza e l’automazione della risposta agli incidenti, può rappresentare una soluzione efficace per ottimizzare la protezione endpoint senza gravare eccessivamente sulle risorse del team SOC.

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Scritto da

Rosario Giordano

Rosario Giordano è System Administrator e consulente IT specializzato in cybersecurity e cloud, con oltre 20 anni di esperienza nella gestione di infrastrutture Linux enterprise. Le sue aree di competenza includono hardening di SSH, piattaforme Kubernetes, database PostgreSQL, ambient i virtualizzati VMware e Proxmox, nonché la conformità ai framework di sicurezza NIS2 e ISO 27001.