Dopo l’acquisizione di VMware da parte di Broadcom e il passaggio alle licenze in abbonamento, molte aziende ed enti stanno valutando di uscire da vSphere. Proxmox VE è l’alternativa più concreta per chi vuole restare on-premise: open source, con cluster in alta affidabilità e backup integrati.

Ho seguito migrazioni reali da VMware a Proxmox, anche in enti pubblici, e le ho raccontate negli articoli qui sotto: problemi compresi.

Lavoro come freelance con partita IVA, da remoto in tutta Italia; per gli interventi in sede ho base ad Agrigento.

Come lavoro

  1. Analisi preliminare: inventario delle VM, dipendenze, storage, rete, sistemi operativi e driver, licenze in scadenza.
  2. Confronto dei costi tra restare su VMware, passare a Proxmox o ad altre soluzioni, con numeri reali.
  3. Piano di migrazione: ordine delle VM, finestre di intervento e un piano di rientro per ogni passo.
  4. Migrazione delle VM con verifica di servizi e prestazioni dopo il passaggio.
  5. Cluster HA, replica e backup sul nuovo ambiente, provati con test di failover e di ripristino.
  6. Documentazione e affiancamento di chi gestirà l’infrastruttura.

Migrazioni e Proxmox nei miei articoli

Domande frequenti

Quanto si risparmia passando a Proxmox?

Dipende da licenze, hardware e numero di host. Nell’analisi preliminare confronto i costi reali del tuo ambiente prima di decidere.

Si può migrare senza fermare i servizi?

Non sempre a fermo zero, ma con finestre pianificate e un piano di rientro per ogni VM il disservizio si riduce al minimo e resta sotto controllo.

Lavori anche da remoto?

Sì, analisi e migrazione si possono fare in gran parte da remoto; gli interventi in sede si concordano quando servono.

Parliamone

Stai valutando l’uscita da VMware o hai già una scadenza di licenza? Scrivimi dalla pagina contatti descrivendo il contesto: ti rispondo con una proposta concreta. Chi sono e come lavoro: Rosario Giordano, Sysadmin & DevOps.